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Magni cum laude – L’umiltà facilita il successo

Le persone che hanno successo nella professione sono i leader carismatici naturali, che sono pochissimi, e quelli che si fidano di chi ha più esperienza, cercano i feedback

L’umiltà facilita il successo e, per chi inizia la professione di consulente finanziario, è una caratteristica fondamentale.

Alcuni anni fa mi occupavo di formazione a neoconsulenti sui prodotti ed era in uso far partecipare un testimonial esperto sui singoli temi. Nella giornata dedicata ai PAC partecipò un consulente che aveva 600 PAC nel suo portafoglio. Durante la mia presentazione scrisse un taccuino di appunti. Vista la sua competenza immaginavo che stesse facendo qualcosa di personale non inerente al tema trattato.

Al termine gli chiesi un feedback sui temi trattati; mi disse di aver riempito il taccuino di spunti per le prossime trattative!

Alla mia domanda “Ma cosa puoi ancora imparare sui PAC?”, mi rispose: “sai perché ho 600 PAC aperti e attivi? È perché ogni volta cerco di imparare qualcosa”.

Essere umili significa essere aperti a imparare dagli altri e dalle esperienze. Questo atteggiamento può portare a una crescita professionale continua, migliorando le competenze e ampliando le  conoscenze.

Quali sono i tratti distintivi dell’umiltà e perché è una caratteristica vincente e purtroppo poco praticata?

Umiltà significa apertura mentale: le persone umili sono aperte a nuove idee, prospettive e feedback. Non si sentono minacciate dalle opinioni degli altri e sono disposte a considerare punti di vista diversi dai propri. L’umiltà si manifesta spesso attraverso la semplicità nel comportamento e nell’approccio alla vita. Le persone umili non cercano di attirare l’attenzione su di sé o di vantarsi delle proprie realizzazioni, riconoscono che nessuno è perfetto e che tutti abbiamo dei limiti e facciamo degli errori. Sono in grado di ammettere quando commettono errori e di imparare dalle esperienze negative.

Inoltre, le persone dotate di umiltà sanno mettersi nei panni degli altri e suscitare empatia, apprezzano ciò che hanno e sono grati per le opportunità che ricevono. Non danno mai nulla per scontato e mostrano riconoscenza verso coloro che li hanno aiutati lungo il percorso.

Le persone che hanno successo nella professione sono, a mio avviso, riconducibili a due categorie: i leader carismatici naturali, che sono pochissimi, e quelli che, grazie al loro approccio “umile”, si fidano di chi ha più esperienza, cercano i feedback, sono concentrati sulle proprie aree di miglioramento e mettono in pratica azioni per imparare e crescere.

Inoltre, hanno un sano umorismo perché sono in grado di ridere di sé stesse e di non prendersi troppo sul serio. Sanno che non c’è nulla di male nel commettere errori o fare delle gaffe e possono scherzare su di esse senza sentirsi minacciati.

Molti bancari che iniziano l’attività di consulente finanziario si sentono forti delle proprie esperienze e tendono a ripetere gli stessi comportamenti. Spesso questa modalità non funziona perché la professione di consulente è un “mestiere” diverso al quale occorre approcciarsi con grande umiltà facendo ciò che viene suggerito senza riserve, solo dopo un po’ di esperienza saranno possibili e auspicabili le personalizzazioni. San Francesco è stato uno dei più grandi leader della storia della Chiesa ma anche il più umile.

 

Marina Magni, project manager per Fabbrica delle Professioni e prima donna Area manager dell’industria della consulenza finanziaria italiana, diventa firma di Advisor. La sua nuova rubrica, pubblicata ogni due settimane, intende raccontare gli elementi fondamentali, le regole, di una advisory di successo.

Un consulente finanziario non è un gestore di fondi: innanzitutto deve saper vendere al cliente il processo di consulenza di cui sarà protagonista. E naturalmente lo può fare in maniera alta, efficace e rispettosa degli interessi propri, del cliente e della mandante. Marina Magni, come già fatto con tanti colleghi, insegnerà a farlo.

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